Land Art: Arte Attiva di trasformazione  

Jason deCaires Taylor, un esempio di artista attivo

Ho sempre considerato la produzione artistica ‘elisir d’immortalità’, unica fonte in grado di consacrare l’uomo alla vita eterna.

L’analisi dei tratti del viso e la sua ossequiosa rappresentazione è stata sempre oggetto di studio da parte dell’artista per celebrare importanti personalità nel corso della storia, in risposta ad una vastissima richiesta. Molte civiltà hanno fatto della ritrattistica, addirittura, un considerevole strumento politico, sfruttando una componente fortemente mimetica - mirante a riprodurre le precise fattezze del protagonista - o fisiognomica - per rappresentarne lo spirito - o idealizzante - alla ricerca del bello ideale.

L’immortalità risiede però specialmente nell’afflato infuso dall’artista che infonde nel tratto e nella materia la sua anima, il cuore vibrante dell’opera; è qui che si nasconde la ricchezza di un prodotto realizzato dalle mani dell’uomo (e prima ancora dal suo pensiero). È il ‘quid’ che un prodotto seriale non avrà mai, una questione di anima! E la constatazione che quello che creiamo rimarrà oltre la vita, quando noi non ci saremo più, è al tempo stesso una gioia e una magra consolazione.

L’importanza di lasciare un segno del nostro passaggio diventa dunque una contingenza, e quando il nostro segno si integra con l’ambiente in cui viviamo, si plasma una nuova essenza, come in una danza.

Ed è una danza quella compiuta ‘Underwater’ da Jason deCaires Taylor, scultore di fama internazionale (e ambientalista marino) e creatore del ‘Molinere Underwater Park’, il Parco sottomarino del Mare dei Caraibi pensato per ospitare i suoi lavori in romanticissime installazioni sottomarine. Sicuramente riferibile al filone della Land Art, di cui non possiamo non ricordare le ancora più famose installazioni di Smithson nel Great Salat Lake del ‘70 o alcuni interventi sul territorio di De Maria o di Richard Long sull’esperienza del camminare, le sculture di Taylor sono studiate per fondersi eticamente con gli ambienti acquatici nei quali vengono inserite rispettandone le caratteristiche biochimiche. Esse, realizzate in cemento, sono rivestite da un materiale che ne neutralizza il Ph stimolando proliferazione di nuova vita, tanto da fungere da barriera corallina e costituire giovamento per quella già esistente!

Bisogna ricordare infatti che la barriera corallina intorno Grenada è stata estremamente danneggiata nel 2006 dall’uragano Ivan, ed è stato valutato che solo il 10/15 % del fondale marino conserva solide basi per ospitare una nuova barriera naturale! Queste installazioni allora non sono solo belle e suggestive, ma sono anche bioetiche, alcune di queste infatti sono progettate per attrarre quei polipetti responsabili della formazione dei coralli. Così mentre le sculture con il passare del tempo si riscoprono nel nuovo ambiente ‘opere d’arte in divenire’ coprendosi di volta in volta di vegetazione, calcare, e nuovi sedimenti, favoriscono al contempo la crescita di nuove popolazioni di biomassa e nuovo habitat per coralli, pesci pappagallo, sogliole, gamberi corallo e ancora altra specie.


Il Molinere U. Park ospita numerosi lavori: ‘Vicissitudes’, ‘Grace Reef’, ‘The Lost Correspondent’, e ‘Unstill Life’, opere tutte raffiguranti persone vive, rappresentate da sole o in gruppo, appaiono trasportate in una dimensione decontestualizzata a vivere sotto i flutti del mare in un’estensione scandita solo dal movimento dell’acqua, dal passaggio dei pesci, e da un’inesorabilmente trasformazione dei corpi; sono opere che raccontano del rapporto tra essere umano e natura, del ciclo della vita, di trasformazione, rinascita e della necessità di conservazione, nonostante tutto…

Il trascorrere del tempo dunque genera processi di trasformazione, ed essi possono essere elementi di RINASCITA personale e collettiva.

Ritornando a Taylor, nel 2009 un altro grande progetto, questa volta nel mare del Messico, è il MUSA, il primo Museo sottomarino del mondo che custodisce più di 485 sculture dell’artista; qui alloggiano: ‘Man of Fire’ dai capelli fatti di corallo, e ‘The Gardner’ la ragazza che coltiva coralli in vaso, e ‘The Dream Collector’, l’uomo che colleziona messaggi trovati dentro bottiglie disperse in mari.

E ancora nel 2015 un altro progetto lo vede coinvolto questa volta a Londra dentro il Tamigi con ‘The Rising Tide’: quattro cavalieri a cavallo di animali i cui musi ricordano le trivelle petrolifere, chiamati anche ‘Cavalieri dell’Apocalisse’, emergono dal Tamigi ogni qualvolta il fiume si ritira, denunciano la preoccupante situazione climatica del nostro pianeta. 

La Land Art ad InContemporanea Arte Attiva piace parecchio, la premessa che ‘l’unico modo cui possiamo preservare la natura è la cultura’ (W. Berry) sembra ricordare uno dei nostri massimi capisaldi, ossia che partendo dall’Arte si possa risollevare il contesto sociale della città nella quale viviamo stimolando la produzione artistica locale, esortando le coscienze, sensibilizzando al bello il cittadino che scoprendo le bellezze della sua terra imparerà ad amarla e a rispettarla. È per questo fondamentale l’azione attiva sul territorio, e il coinvolgimento di Artisti Attivi, promuovendo l’Arte anche come strumento d'evoluzione.

 

 

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